Convalescenza dopo intervento di resezione prostatica transuretrale (Turp), tutto quello che devi sapere

Quando si parla di interventi chirurgici, una delle paure più ataviche è relativa al post-operatorio. Nel caso di un intervento di resezione prostatica transuretrale (Turp) questa esigenza non varia sicuramente.

Intanto, l’operazione in questione viene effettuata a causa dell’ingrossamento della prostata; una patologia abbastanza frequente negli uomini dai 50 anni in poi, toccando una percentuale che arriva al 37%. Ragion per cui, si tratta di una procedura estremamente comune. Scopriamo le tempistiche della convalescenza.

I sintomi

Partiamo dal presupposto che la prostata sia una ghiandola, in genere grande quanto una castagna, situata sotto la vescica e attorno all’uretra; il suo scopo è legato alla produzione del liquido seminale.
Quando si ingrossa, i sintomi che ne derivano sono perlopiù irritativi, come il bruciore mentre si urina, una maggiore frequenza delle minzioni diurne e notturne, fino al sanguinamento. Seguono, nei casi più complessi, fenomeni ostruttivi che comportano difficoltà effettive durante la minzione.
L’intervento TURP va ad eliminare l’ostacolo causato dalla prostata durante lo svuotamento della vescica.

Quanto dura la convalescenza

La degenza ospedaliera dura massimo 5 giorni, durante i quali ci si sottopone regolarmente ad un ciclo di lavaggi della vescica. Per effettuarli, si usa un catetere vescicale che agevola il drenaggio di eventuali coaguli di sangue o residui. Questa operazione di lavaggio ha una durata relativa alla velocità attraverso la quale le urine non tornino ad essere completamente limpide; in genere ci vogliono dalle 24 alle 48 ore stimate.